Per battere il dolore bisogna ingannarlo

Mal di schiena, sofferenze croniche: in tutti i casi la sensazione nasce dal cervello. Ed è proprio li che i neurologi provano ad intervenire oggi.

Provate a dire “ma no, è tutto nella tua testa” a chi si è appena scottato un dito…  eppure davvero il dolore è nel cervello, tutto avviene li, sia la sofferenza, che l’individuazione del punto del copro in cui questa appare localizzata. Proprio la natura tutta celebrale del dolore ci offre la possibilità di ricorrere a nuove terapie che si possono integrare a quelle farmacologiche aumentandone i risultati, soprattutto per il dolore cronico. A dirlo è Fabrizio Benedetti, docente di neurofisiologia all’Università di Torino. Il cervello riceve attraverso le fibre nervose la segnalazione del danno fisico e la recepisce come sofferenza attraverso il sistema limbico e poi riproduce questa sofferenza grazie alla corteccia celebrale. Il dolore cronico – spiega Benedetti – ci assale senza che possiamo attribuirgli una causa: in genere si tratta dell’insidiosa trasformazione di un dolore acuto che ha lasciato una traccia mnemonica nei nervi. In circa il 15 per cento dei casi nemmeno la morfina riesce ad attenuarlo. Nel caso del dolore cronico e neuropatico le terapie farmacologiche hanno scarso effetto e si può ricorrere a terapie di diverso tipo da quelle meccaniche, come i massaggi, fino alla stimolazione elettrica.

 

Terapia del dolore senza farmaci: la terapia a campi elettromagnetici pulsati

In questo senso una particolare attenzione è dedicata, già dai primi anni Novanta, ai benefici delle tecniche di stimolazione neuromuscolare elettromagnetica. Trattamenti di questo tipo vengono somministrati tramite apparecchiature (gli elettrostimolatori) capaci di risolvere le varie disfunzioni muscolari che affliggono il paziente e lo ostacolano – fino a renderlo inabile, nei casi più gravi – nello svolgimento delle normali attività quotidiane.

Numerosi ospedali europei oggi hanno in dotazione tali dispositivi, i quali, da vari studi scientifici, si sono confermati assai efficaci per un recupero ottimale post-traumatico o post-operatorio.

Uno dei vantaggi principali della elettrostimolazione è l’azione assolutamente naturale sui processi biochimici dell’organismo. Questa metodologia ha conosciuto negli anni una notevole diffusione anche grazie alla possibilità di ridurre – o talvolta eliminare – il ricorso a sostanze farmacologiche.

Le recenti evoluzioni sembrano tuttavia promettere bene in ottica futura. Induce all’ottimismo la crescente attenzione della ricerca medica verso nuove terapie e modalità per migliorare la qualità della vita dei pazienti nel modo meno invasivo possibile. L’impiego regolare della elettrostimolazione nella terapia del dolore riscontra consensi sempre più vasti, confortati dalla progressiva evoluzione tecnologica e dalle conferme ormai regolari riguardanti la sicurezza e l’efficacia.

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